LA GRANDE GUERRA

Durata: 129 min

Lingua: Italiano
Regia: Mario Monicelli
Con: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Bernard Blier, Folco Lulli, Vittorio Sanipoli, Romolo Valli, Mario Valdemarin, Nicola Arigli...
Andrea Meneghelli
L’impostazione satirica di La grande guerra faceva parte di mie precise convinzioni. Dal momento che mi ritrovavo per le mani quel soggetto non potevo, che girarlo in quel modo, e non a caso scelsi Sordi e Gassman che aveva avuto un successo clamoroso nei Soliti ignoti. Per questo lavoro ebbi delle grandi difficoltà perché era un film che doveva essere comico, malgrado i morti e tutto il resto, e la produzione, il noleggio e la distribuzione non volevano assolutamente accettare che i due protagonisti, due comici, finissero fucilati, dato che nei film comici esiste la regola del lieto fine. Ci fu una lunga lotta per fare accettare questa innovazione. A ogni riunione tutti votavano pollice verso. All’inizio non ero d’accordo su una coppia d’attori, volevo un solo protagonista al centro della storia, ma pian piano mi sono convinto, anche perché il richiamo spettacolare di Sordi e Gassman era allora molto ma molto grosso. Ma il film è rimasto, credo, un film corale, e un film su una massa di gente, soprattutto di origine contadina, che per quattro anni combatte una guerra assurda. Non ebbi difficoltà con gli attori, ma piuttosto con il produttore, che mi tempestava di telegrammi durante la lavorazione perché voleva che Sordi e Gassman campeggiassero di più, emergessero di più. E devo dire che anche la campagna di stampa che si scatenò all’annuncio del film poi si placò, anche perché ci furono letture della sceneggiatura da parte di alti militari, iniziative varie, di De Laurentiis, e i contrasti vennero messi a tacere da un’ala più ‘illuminata’ che aveva capito il significato del finale. Ma ancora toccare Caporetto era un tabù, e la grande guerra era avvolta nella retorica più fastidiosa e sciocca.
Mario Monicelli

129 min
Lingua: Italiano
Regia: Mario Monicelli
Con: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Bernard Blier, Folco Lulli, Vittorio Sanipol...
Andrea Meneghelli
L’impostazione satirica di La grande guerra faceva parte di mie precise convinzioni. Dal momento che mi ritrovavo per le mani quel soggetto non potevo, che girarlo in quel modo, e non a caso scelsi Sordi e Gassman che aveva avuto un successo clamoroso nei Soliti ignoti. Per questo lavoro ebbi delle grandi difficoltà perché era un film che doveva essere comico, malgrado i morti e tutto il resto, e la produzione, il noleggio e la distribuzione non volevano assolutamente accettare che i due protagonisti, due comici, finissero fucilati, dato che nei film comici esiste la regola del lieto fine. Ci fu una lunga lotta per fare accettare questa innovazione. A ogni riunione tutti votavano pollice verso. All’inizio non ero d’accordo su una coppia d’attori, volevo un solo protagonista al centro della storia, ma pian piano mi sono convinto, anche perché il richiamo spettacolare di Sordi e Gassman era allora molto ma molto grosso. Ma il film è rimasto, credo, un film corale, e un film su una massa di gente, soprattutto di origine contadina, che per quattro anni combatte una guerra assurda. Non ebbi difficoltà con gli attori, ma piuttosto con il produttore, che mi tempestava di telegrammi durante la lavorazione perché voleva che Sordi e Gassman campeggiassero di più, emergessero di più. E devo dire che anche la campagna di stampa che si scatenò all’annuncio del film poi si placò, anche perché ci furono letture della sceneggiatura da parte di alti militari, iniziative varie, di De Laurentiis, e i contrasti vennero messi a tacere da un’ala più ‘illuminata’ che aveva capito il significato del finale. Ma ancora toccare Caporetto era un tabù, e la grande guerra era avvolta nella retorica più fastidiosa e sciocca.
Mario Monicelli